Dedicarsi all’immortalità, che rivoluzione!

D. Come descriveresti gli anni settanta che hai vissuto come giovane musicista italiano?

Elio. All’epoca si aveva in mente di cambiare il mondo, si era contro il mondo, si cercava un metodo per cambiare tutto, magari abbracciando un particolare movimento politico, attraverso l’impegno sociale, le battaglie per l’uguaglianza e per i pari diritti. Trasformavamo le ideologie in battaglie ed eravamo dei guerrieri combattendo in prima linea.

Poi son venuti gli anni della bugia, della droga dei figli dei fiori, la musica e la libertà sessuale rappresentavano un rifugio, ma erano ancora un’altra descrizione simile a quella precedente con il vantaggio di permettere un maggiore avvicinamento a se stessi.

D. Quando incontri il guru dei musicisti come viene definito Sri Chinmoy?

Elio. Ero in un momento di forte crescita, iniziavo a meditare, leggevo tantissimo … Poi nasce in me la ricerca di un maestro, di un guru ma ciò che mi premeva era trovare il modo per comprendere me stesso

 D. Si potrebbe dire che solo quando la persona è pronta può incontrare il Maestro?

Elio. Tu sei colui che muove i fili del mondo. Pensa che salto, che quantum jump! La meta, il target è sempre quello, cambiare il mondo, cambiare qualcosa che non ti piace. Dopo aver provato con ogni tecnica resta quell’insoddisfazione, perché non si può cambiare il mondo intorno, c’è una parabola nel vangelo che dice che non si può versare il vino nuovo in otri vecchi … A volte ti trovi in uno stato che non sai da dove viene, uno stato d’impotenza, in situazioni in cui vorresti cambiare tutto partendo proprio dalle persone che ti circondano e dici a te stesso, sono io, sono io che genero tutto questo ma non sai come fare per cambiare. Il vero cambiamento avviene con l’attenzione a questo stato d’impotenza.

 D. Che peso ha l’infelicità per un giovane ricercatore?

Elio. Essere consapevoli di avere dei limiti è un bene perché i limiti mostrano la via e segnano il percorso visibile. Ho visto gente in preghiera affrontare ore e ore di meditazione praticando la rinuncia alla vita mondana ma tutto questo si rivelava assolutamente inutile perché era una sorta di fuga dalla realtà. Ho così realizzato che l’infelicità è un dolo ed invece di scappare ci si deve avvicinare di più a questo stato di nausea e di morte.

 D. Quindi non si deve cercare di allontanare l’infelicità quando arriva?

Elio. No, Nessuno mai dice: sei infelice? Bene, cerca di esserlo ancora di più, sii ancora più infelice. Si deve avere nei confronti di se stesso una determinazione feroce per buttarsi nell’abisso, nelle fauci del male. Senza accusare gli altri arrivare a toccare questo dolore fisico che erroneamente crediamo provenga dall’esterno, toccarlo e realizzare che quel dolore è dentro ed è sempre stato lì con la nausea, il disgusto, la paura, dove non potremo mai vincere dove si è permanentemente sconfitti.

Che rivoluzione! Toccare l’infelicità!

Quanto siete determinati ed intenzionati a toccare questo dolore? Tuffarsi nel dolore vi metterà nella condizione di accorgervi che non c’è niente, è solo un’ombra, una pallida e lontana descrizione che governa ed ha governato tutta la vostra vita. E’ un’enorme bugia che spalanca le porte del paradiso. Ed allora il mondo è al tuo servizio, Amicizia, Amore, Bellezza e Ricchezza, tutti e tutto lavorano per te, proprio tutto.

 D. Quello che lei descrive sembra così facile!

Elio. Ricordare sé stessi nel momento della difficoltà è quasi impossibile, nei momenti di difficoltà le cose si ingigantiscono e si perpetuano quando invece è lì’ l’opportunità da cogliere. Ancora più difficile è ricreare il dolore quando si vive uno stato di blessing, cercherai il dolore dentro di te e non lo troverai, la consapevolezza è luce, è come cercare l’ombra con la luce, se porti luce nell’oscurità non vi è più il buio.

Anche la fisica quantistica sta scoprendo che l’osservato cambia con l’osservatore, Il Dreamer dice qualcosa di più, dice che l’osservatore crea l’osservato. Volontariamente incontra le tue ombre, i tuoi fantasmi ed il dolore ti farà ricco. Mi sento male… bene! Vedi se riesci a sentirti ancora peggio! Amplifica il dolore.

Il trucco è che il male non esiste…

 D. Se per te il male non esiste allora nemmeno vi è la fame nel mondo o guerre e malattie!

Elio. Paura dolore, guerre, povertà, sono frutto di una descrizione, di un’immaginazione. La realtà è il film di quello che siamo. Il mondo è la proiezione di questo stato d’essere. Lo so che è difficile seguire le mie parole ma se non riuscirete a contattare il male interno non riuscirete a liberare una enorme quantità di energia sepolta in voi stessi.

D. Ovviamente quello che descrive è un processo legato alla propria crescita personale, ma come possiamo metterlo in pratica e vivere seguendo queste indicazioni nel mondo reale?

Elio. Hai vissuto tutta una vita minacciato da una descrizione, governato dalla descrizione di un mondo minaccioso che vuole toglierti tutto, anche quello che credi di avere. L’unico modo per risolvere i tuoi problemi è uno stato di awareness, in cui capisci che le cose cominciano a funzionare e a prendere valore. Regaliamo chiarezza prima a noi stessi e poi per riflesso al mondo intero. Tuffatevi nel male più profondo, nelle parti più dolorose nei meandri più oscuri dell’essere e troverete solo luce e, quando vi allenerete a questo sport, vedrete che quel senso di morte che da sempre vi minaccia si dissolverà e la morte non potrà più toccarvi. Né a te né a coloro che ti sono intorno….

 D. Gli scienziati e i fisici quantistici hanno fatto delle scoperte molto interessanti nel campo dell’antimateria

Elio. Il bombardamento dell’atomo, è un fatto scientifico, la compressione del tempo che si espande, la velocità, il potere, la forza, anche la fisica è un racconto per dare un senso alla realtà in cui viviamo. In effetti alla fine sei tu che proietti anche la scienza… ma crederci è un rimpicciolimento, è una regressione, sei tu che ti rendi schiavo della tua proiezione. Se uno entra dentro di sé, la vita diventa sempre più avvincente.. L’esplosione, la compressione, la comprensione devono avvenire dentro, nell’individuo. La Meta sei tu, ed è tutto qui, non finisce mai eppure quest’istante è qui, contiene tutto eppure si deve conquistare in ogni momento, l’istante è la creazione..

 D. Ma se io molto più semplicemente volessi solo far soldi?

Elio. Vuoi conquistare il successo materiale? guardate cosa lo limita. Visto che sei il creatore di questo mondo, se lo vedi mediocre, limitato, meschino, vuol dire che questa pochezza è dentro di te, allora la devi toccare! Devi toccare tutto ciò che limita, ostacola, inquina il mondo, senza sfuggire. Se dentro sei in prigione, avvicinati il più possibile al limite e vedrai che non c’è niente. La realizzazione di questo ti permette di entrare in un’avventura che sta per avvenire, in modo intenzionale. Hai fatto tanti tentativi ma la realizzazione del tuo fallimento è la vera vittoria, il successo è toccare qualcosa di solido e di concreto.

 D. La vita ci porta ad accettare la sconfitta, mentre lei ci dice che si deve vincere questa descrizione del mondo e che ci dobbiamo ribellare.

Elio. si tratta di una rivoluzione individuale. Soltanto noi stessi possiamo farlo, vivendo in assenza di tempo. Quando senti questa oneness allora il tempo non passa mai perché il tempo non esiste. Realizzate personalmente che il tempo non esiste specialmente nei momenti difficili, in quei momenti ci buttiamo nell’inferno in una dimenticanza mortale facendo danni dentro e fuori di noi. Il momento del dolore è il momento migliore e quando siete in questo stato di gratefullness, voi cercherete il dolore, cercherete di ricordare un evento che vi ha fatto del male, senza riuscirci, niente vi farà uscire da quello stato di grazia. Andare a caccia del male, dell’infelicità, vi dico che non la troverete, allora realizzerete l’immortalità. Se uno di noi tocca quella grazia, quella sostanza, tutti la stanno vedendo, se io gioisco è impossibile che tu possa soffrire.

Le parole appartengono ad un’umanità primitiva, tutto va verso il silenzio, quindi verso un linguaggio che ora è incomprensibile… pensare stesso è una cosa primitiva.

D. La filosofia Cartesiana occidentale è fondata sul principio “cogito ergo sum”. Lei crede nella forza del pensiero?

Elio. L’abbandono del pensiero è per l’umanità come abbandonare la clava, le caverne e muoverci senza qualcosa che possa proteggerti dalla morte. L’assenza di pensiero è assenza di protezione, è uno stato di potere, è l’evoluzione dall’uomo preistorico che prende dall’esterno all’uomo proattivo, che crea il suo mondo. Il pensiero non può creare… aerei, telefoni, tutto è merce primitiva, noi non conosciamo la potenzialità dell’essere, non capiamo che è un potere incredibile. Soltanto volontariamente e consapevolmente possiamo fare questo passaggio, deve essere voluto. La musica deve diventare un mezzo per cercare di capire, tutto questo è per nutrire la nostra comprensione, allora tutto va bene.

D. Se ci troviamo in qualche difficoltà sarebbe spontaneo chiedere un aiuto dall’esterno, magari a chi ha già superato quella prova

Elio. No, si deve raggiungere l’eliminazione dello stato di bisogno, l’eliminazione della richiesta di aiuto, ci fa toccare la parte più vera di noi stessi.

Attraverso l’uso di droghe si cerca la vibrazione interna, la sicurezza e la forza per uscire dalla depressione, e si credeva che l’immediato effetto di benessere dipendesse dalla sostanza, dall’esterno, mentre è una funzione che vibra dentro di noi. Più ci rivolgiamo all’esterno per trovare una soluzione e più rimane solo il dolore, il benessere iniziale, nel tempo dura pochissimo, anche dopo l’atto sessuale, l’uomo rimane un miserabile. Così come tutte le cose che vengono dall’esterno diventano un’addiction. La vita deve venire dal di dentro non abbiamo bisogno di ricrearla, deve solo venire in superficie, la vita e l’immortalità sono stati d’essere che possono essere generati da noi stessi, in noi stessi e questa è una tecnica molto pratica, quando saremo capaci e ne padroneggeremo la tecnica vi dico che non c’è hobby o attività più speciale e più importante. Tutta la vostra vita riflette questa presenza questa onnipresenza.

Vedrete che anche l’immortalità è il frutto di una vittoria…

C’è da divertirsi tanto…

Per chi dimentica invece c’è solo la sofferenza, inutile e inesistente.