La Materializzazione e la Smaterializzazione

realizzano la magia di ciò che appare, sono legate alla proiezione dell’essere

Certe volte uno squarcio si apre in questo tessuto impenetrabile e, come nel caso del giornalista del film “quinto potere”, ci ribelliamo a queste pareti invisibili e con un gesto eclatante, proclamiamo il nostro diritto alla libertà, ma il più delle volte questi “spot” restano confinati in una superficialità disarmante, ne è la prova il fatto che vengono prontamente riassorbiti dallo stesso sistema da cui sono nati, masticati e digeriti dalle potenti mandibole di questo incubo in cui ci sentiamo vittime spaurite.

 

L’unico vero peccato mortale con cui siamo marchiati a fuoco è proprio il rovesciamento della realtà, noi siamo i creatori di questo scenario, di questo panorama, di questo teatro dell’assurdo, artefici smemorati di tutto ciò che accade intorno a noi.

 

Dal momento che ci sentiamo in balia di un destino incomprensibile, andiamo in cerca di risposte, le stesse che non vogliamo vedere in noi. Allora come dicevamo, cerchiamo qualcuno in grado di esaudire i nostri desideri, un dio da pregare e ci raccontiamo la favola di Aladino e del suo mago rinchiuso nella lampada.

Ma se prestiamo attenzione e ricordiamo quei pochi momenti in cui ci sentiamo bene, perfettamente bilanciati, possiamo avvertire qualcosa di importante, un’interruzione dello spazio-tempo.

Magari mentre ammiriamo un tramonto o un colore perfetto del cielo, possiamo ricordare anche che, in quei momenti, noi viviamo in assenza di tempo, siamo consapevoli e stiamo esprimendo un nostro proprio stato d’essere, armonioso, siamo noi a dare un significato speciale a quello che apparentemente ci circonda.

 

La materializzazione e la smaterializzazione, realizzano la magia di ciò che appare, sono legate alla proiezione dell’essere.


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