I Mass Media e l’Individuo

 

Elio D’Anna, European School of Economics, New York

 

D.: Che cosa può dirci a proposito delle guerre e, soprattutto, quale dovrebbe essere il nostro atteggiamento verso di esse?

 

R.: Hai mai visto una guerra?…(silenzio)…E non ne vedrai mai una!

La guerra, così come la povertà, non è uno stato oggettivo, ma, piuttosto, uno stato soggettivo dell’Essere. La guerra ed anche la povertà, è una questione interna e non una realtà esterna. Il mondo, nella sua apparente oggettività, altro non è che una nostra proiezione. La guerra, la povertà, gli orrori, i disagi ed infine, la morte esistono solamente dentro di noi. Il mondo oggettivo è un riflesso della tua soggettività e tu sei l’unico che ha il potere di guarire e salvare il mondo ma solo se sai prima, come guarire e salvare te stesso. Il sentiero si delinea seguendo i contorni del viaggiatore.

 

D.: Che cosa dobbiamo pensare, allora, dei media? Non ci stanno riferendo ciò che sta realmente accadendo attorno a noi? Non ci stanno dicendo la verità rispetto alle reali condizioni delle persone nel mondo?

 

R.: No! I media ti in-formano solo di ciò che è in te, i tuoi stati, le tue condizioni: ti stanno riferendo quello che tu stesso vuoi sapere. Ti stanno dicendo ciò che tu, inconsciamente, chiedi ti sia dato.

 

Sei così chiuso che non riesci a vedere i limiti che tu stesso – sì, tu stesso – stai proiettando e, rifiutandoti di accettare l’idea che potresti vivere tanto a lungo quanto vorresti, non ti accorgi che il nucleo della tua resistenza altro non è che il senso di colpa. Ma credimi, non c’è bisogno di sentirsi in colpa! Il senso di colpa è una condizione autodistruttiva che non può portare alcun giovamento a te stesso, alle altre persone e al mondo in cui viviamo. La tua unica sfida è quella di accettare di essere al sicuro, non vi è niente di più difficile che liberarsi dall’influenza ipnotizzante del bombardamento dei mass media, che ti hanno, letteralmente, sottoposto ad un lavaggio del cervello per assicurarsi che potessi avere una percezione terrificante del mondo. Ti aggiri per il mondo con la sensazione latente che si stia per verificare un disastro imminente e fai di tutto per distrarti dall’orribile e travolgente pensiero della morte.

 

Man mano che ti allontanerai dalle religioni tradizionali e ti incamminerai verso un percorso del tutto individuale, le tue responsabilità aumenteranno esponenzialmente, arrivando a riconoscere te stesso come colui che crea la sua realtà mediante il potere del pensiero e dell’attenzione. Non lascerai più che la paura o i tuoi limiti influenzino le tue relazioni e il tuo lavoro, sostituendosi all’espressione completa di ciò che sei.

Non accetterai più di vivere in un mondo predominato dalla cultura della morte e abbandonerai con naturalezza tutte le forme di religione e filosofia che ne glorificano il culto.

La vita è una sfida enorme, mentre la morte è uno stato relativamente semplice. Quando potrai arrivare a concepire l’immortalità fisica, allora – e solo allora – sarà naturale concepire anche la mortalità, saprai tutto della morte anche senza volerlo.

 

Quando vivrai in uno stato di pura Integrità e Libertà, cambierà anche la tua relazione con il tempo: non sentirai più lo stress di raggiungere velocemente gli obiettivi che ti sei prefissato nella vita o di riempirne ogni istante, arrivando a credere che il duro lavoro sia l’unica ragione della tua esistenza.

L’accettazione dell’idea dell’Immortalità fisica non può far altro che migliorare la qualità della tua vita.

Conosci, per caso, delle alternative alla morte?

L’unica è: vivere nell’Ora! Senza paura e con estrema fiducia.

È possibile avere il controllo consapevole della propria vita?

E della propria salute?

O, ancora, è possibile, avere una sessualità senza limitazioni?

Certo che è possibile!

È possibile per coloro che vivono nell’Atemporalità.

È possibile quando alcuni eventi specifici si trovano ad essere in sincronia.

È possibile quando l’Universo comunica con se stesso.