CULTURA ED ECONOMIA DELLA PACE

L’economia è un modo di pensare

Cultura e economia della Pace
Cultura e economia della Pace

 

 

All’inizio del nuovo millennio la specie umana è ancora in uno stato di transizione fra passato e futuro e per molti aspetti, è ancora agli albori della coscienza. Della vecchia umanità conserva la psicologia obsoleta che opera con logica conflittuale ed alimenta attraverso la sua razionalità armata il gioco degli opposti, chiamando civiltà le guerre condotte con spirito predatorio. Anche la scienza è il prodotto della giustapposizione di concetti antagonisti, l’etica che divide il bene e il male, l’estetica che indica ciò che è bello e ciò che è brutto e la filosofia che stabilisce ciò che è verità da ciò che non lo è.

Finché l’umanità rimarrà conflittuale, vittima di paura e dolore, l’economia coinciderà sempre con la povertà e con il crimine. Ecco quali sono le radici della perenne povertà e criminalità di vaste regioni del mondo che continuerà fino a che la regione dell’uomo resterà armata e fin quando gli eterni antagonismi come povertà e ricchezza continueranno a combattere fra loro e non solo nel mondo visibile ma nella coscienza degli uomini, insieme con bene e male, dolore e piacere, odio e amore.

 

L’economia è un modo di pensare. L’economia è il riflesso del nostro modo di pensare e di sentire, delle nostre convinzioni e del nostro sistema di valori.

 

L’economia è il riflesso del nostro modo di pensare e di sentire, delle nostre convinzioni e del nostro sistema di valori morali.

Finché la psicologia dell’uomo sarà malata, guerra, povertà, crimine e dolore continueranno ad essere le colonne portanti dell’economia mondiale. Ed è proprio per questo che esiste un’economia della malattia, così come esiste una economia della morte ed un’economia della povertà.

Legioni di giovani vengono arruolati ogni giorno nel triste esercito degli adulti, educati in scuole che non perpetrano la cultura dell’amore e della libertà, portano avanti professioni e ruoli sono propri di un’economia alimentata dal dolore e dalla paura.

 

Thinking is Destiny.

Con il nostro modo di pensare e di sentire, abbiamo tracciato il nostro destino fino ad oggi. Per questo, se riusciamo a pensare in un modo nuovo ecco che abbiamo il potere di cambiare il futuro, cambiando così l’economia e il destino finanziario di un intero paese.

Tutte le scuole e tutte le università del mondo perpetuano e diffondono il vecchio modo di pensare. Sono i guardiani della vecchia umanità che basa le sue sensazioni e i suoi pensieri su un elemento fondamentale e cioè l’idea che la morte sia inevitabile.

Credere e creare è la stessa cosa divisa solo dal tempo. Qualunque cosa vedo è creatura della mia convinzione …

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Credere significa creare.

 

Credere e Creare sono due facce della stessa medaglia che si manifesta in tempi diversi. Se nient’altro ci ucciderà prima, sarà l’idea dell’inevitabilità della morte a farlo. Questo spiega perchè ancora oggi una gran parte dell’economia è il prodotto dell’industria della morte.

La logica dell’uomo è conflittuale, la sua razionalità è armata, la sua psicologia è incompleta. Per questo motivo la nostra economia è ancora una attività primitiva, quando non assolutamente criminale. La vecchia umanità è in grado di ricavare un profitto solo dalla divisione, dalle disgrazie, dall’attrito fra opposti. Enormi meccanismi, come la guerra, i genocidi, la povertà – spinti dalla cieca distruttività, dall’egoismo e dalla vanità – sono stati fino ad ora gli unici strumenti conosciuti, per raggiungere più alti livelli di progresso e prosperità economica. Basta guardare ciò che è accaduto alle economie di paesi che sono stati sottomessi, e che sono usciti praticamente distrutti, sotto ogni punto di vista, dalla Seconda Guerra Mondiale: Germania, Giappone, Italia.

Inconsciamente ma periodicamente l’umanità attiva un meccanismo distruttivo per poter andare avanti. Non conosce nessun altro modo.

L’economia del futuro, un’economia del benessere può e deve essere creata da uomini in grado di amare, da Sognatori. Per combattere e sconfiggere la povertà nel mondo dobbiamo accrescere la nostra capacità intellettiva, nutrire ed elevare il nostro Essere. La povertà ed il crimine sono malattie dell’Essere. L’individuo deve compiere un capovolgimento: deve liberare la sua psicologia dal pensiero conflittuale, emozioni negative, soprattutto mettere da parte i dubbi, la paura, e la sua coscienza di scarsità. Questa è la rivoluzione individuale: una rivoluzione dell’essere

Il più piccolo movimento nel livello d’essere muove le montagne nel mondo dell’economia e della finanza, cancellando la povertà storica di nazioni ed intere civiltà guidando ere di guerre e paure verso la pace.