focus on now

Tutti i sistemi educativi partono dal presupposto che sia possibile cambiare qualcosa all’esterno o insistono ancora sulla saturazione mnemonica di concetti e nozioni che, come mode passeggere appartengono alla cultura del momento. I ragazzi escono dalle università senza sapere come affrontare l’esistenza. Basta studiare la vita degli uomini ricchi che hanno avuto successo per scoprire leggi che possono essere trasmesse, ad esempio se vi è stata una crisi economica nel loro impero, un crack finanziario o la caduta della loro organizzazione, questo è stato reso possibile da una caduta nell’essere, il crack era già accaduto dentro di loro. Si fallisce prima interiormente e poi nel business. Questa è economia.

Per questo è fondamentale l’osservazione e lo studio di se stessi. Non è possibile cadere in una trappola mortale come una bancarotta mondiale, se prima non c’è una crepa nel Sogno.

Vi è una tecnologia avanzata e degli strumenti di precisione per sapere sempre cosa sta succedendo dentro di se, l’auto osservazione e sapersi fermare in silenzio.

Noi siamo l’ostacolo alla nostra economia, noi siamo l’ostacolo ad un buon governo, noi siamo l’ostacolo ad una buona organizzazione, perché manca questo sguardo rivolto verso se stessi. Un matrimonio in crisi, un cattivo rapporto con i figli, la competizione con gli amici, si riflettono immancabilmente nell’attività lavorativa e nelle scelte aziendali di un leader.

Avere dei nemici ferocissimi è una benedizione e non una condanna, un nemico potente arriva per sanare una spaccatura che abbiamo in noi e per mostrarci cosa manca. Il mondo attira la nostra attenzione verso quella parte sconosciuta di noi stessi che vive nell’ombra, ci insegna a circoscriverla. Non occorre estirparla, basta osservarla. Non si tratta di psicologia o di magia, portare luce nell’oscurità è la soluzione al problema.

La prima educazione che tutti noi abbiamo ricevuto è opera dei nostri genitori, con le descrizioni proprie dell’ambiente familiare e della cultura che ci circonda, poi le strutture scolastiche omologate forniscono un bagaglio culturale pressochè obsoleto fino al termine del percorso universitario. Quest’involucro si trasforma in una specie di guscio attorno all’individuo impedendogli qualsiasi accesso a se stesso e alla consapevolezza del suo sogno. Distruggere le descrizioni della prima educazione e permettere a quella che io chiamo la ‘seconda educazione’, di nutrire nell’individuo le sue caratteristiche precipue, è la mission della European School of Economics. Rimpicciolire il ruolo dell’educazione scolastica, mitigandola con una lenta consunzione, ci permette di trasformarla in cibo per nutrire una nuova generazione di leader. Stiamo creando una nuova specie, è palese che non vi sia più la possibilità di essere degli impiegati che vendono il loro tempo per un salario, lo scenario economico mondiale chiede imprenditori in grado di creare ricchezza, di avere idee innovative ed in grado di possedere la propria vita, gestendola in prima persona.